Epilogo

Bene, a quanto pare siamo giunti alla conclusione. E’ dallo scorso luglio che non aggiorno il blog, e piuttosto che tenerlo in animazione sospesa, preferisco chiudere qui.
Il fatto è che mi sono accorto che gli spunti d’ispirazione che avevano dato inizio all’avventura - primo fra tutti la pubblicazione de Il libraio di Kolos - sono venuti a mancare. Il romanzetto è ormai fuori stampa, e finora i miei tentativi di trovare un editore disponibile a pubblicarmi senza chiedermi denari sono stati infruttuosi.
Inoltre - come del resto è ovvio, visto che il libretto non è più reperibile - è da un bel po’ che non ricevo commenti di lettori a proposito di Kolos e compagni. Il vivace dialogo che ha caratterizzato la fase matura del blog è venuto meno, e con lui uno spunto iportante che mi ha sempre aiutato a elaborare post originali e proporre nuovi temi.
E poi - posso dirlo? - il fantasy mi inizia a stare un po’ stretto. Lo so, lo so, ho bestemmiato. E questo non vuol certo dire che di punto in bianco ho iniziato a disdegnare i mondi fantastici. Solo che non mi piace l’esclusività e questo mi sta creando qualche problema, visto che fin dalle origini la Libreria di Kolos si è specializzata esclusivamente in tutte le sfumature del fantasy.
Infine, la mia situazione personale è cambiata, e molto. Finito il dottorato, mi trovo alle prese con la difficile ricerca di un lavoro che possa darmi qualche stabilità (economica, psicologica, emotiva). Visti i chiari di luna, preferisco dare la precedenza a questa nuova cerca - non molto romantica, ahimé, ma dannatamente urgente - piuttosto che dedicarmi ai miei vezzi letterari.
“E allora diventa scrittore!” dirà qualcuno. Beh, ragazzi, permettetemi di accampare qualche dubbio a riguardo. Tanto la mia (limitata) capacità di autore quanto quello che so del mondo editoriale italiano mi rende scettico sulle mie possibilità di sfondare. Anzi, visto che ci sono, lasciatemi togliere qualche sassolino dalla scarpa.
Ho visto persone che, alla presentazione del loro libro, hanno esordito così: “L’editore Tal dei Tali ha notato un certo trend positivo nella vendita di un tipo di romanzi, così ha chiamato me e qualcun altro e ci ha chiesto di dare vita ad una collana di genere. L’esperimento è stato premiato, perché abbiamo venduto tante copie”. Discorsi pragmatici, necessari, ma lontani anni luce dalla mia concezione di letteratura. Scusate tanto, signori miei: io non scrivo su commissione, ma per esigenza di comunicare la mia esperienza. Se queste sono le regole, beh… Posso fare a meno di vedere il mio nome su qualche copertina.
Ho conosciuto scrittori mediocri circondati da adulatori solo perché avevano accesso a importanti editori e forse potevano mettere una buona parola per loro. Ho visto circoli di “letterati” in cui tutti dicevano bene di tutti - e guai a criticare, guai a fare confronti con i Grandi (quelli autentici). Si rischiava di offendere l’amor proprio di qualcuno - lo smisurato, assurdo amor proprio che caratterizza tutta la classe di scrittori (me compreso). Più in generale, ho visto un settore editoriale concentrato sul proprio ombelico, che una volta fatto un eroe lo cristallizza nel suo ruolo, impedendo sperimentazione e innovazione - se non nelle pieghe più underground della Rete.
Ho visto tutto questo e francamente ne sono rimasto un po’ nauseato.
Per cui, signori e signore, giù il sipario! Grazie a tutti voi per avermi accompagnato per un bel periodo della mia vita, grazie per i momenti che mi avete regalato. Porterò tutto questo con me, continuerò a scrivere di Kolos e chissà che un giorno non ritorni con qualche altro progetto.
Buon cammino!